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Mozzarella
di Bufala Campana.
Sin dal 500 la mozzarella veniva prodotta in Campania
graziata dalle sue fertili terre e dal suo clima mite,
caratteristiche che creavano l'habitat naturale per il
pascolo delle bufale, dal cui prezioso latte viene prodotta
la tipica mozzarella di bufala campana.
la
storia:
La mozzarella ha una storia antichissima; vi sono tesi
storiche contrastanti circa l'epoca dell'introduzione
dei bufali in Campania. Alcuni storici la fanno risalire
al sesto secolo attribuendola ai Longobardi, ma qualche
storico avanza perfino l'ipotesi che fossero già
stati portati in Italia da Annibale. Secolo prima o secolo
dopo l'unico dato storico incontrastabile è che
la mozzarella di bufala è un tipico prodotto campano,
non a caso Carlo d'Angiò battezzò queste
fertili terre con l'appellativo di "maison de
roses", ed è nella nostra regione che ancora
oggi viene prodotta l'unica ed inimitabile mozzarella
di latte di bufala. Attualmente in Campania c'è
l'80% del patrimonio bufalino nazionale e di esso l'80%
fa capo a Caserta.
Ingredienti:
La mozzarella è un formaggio fresco, a pasta molle,
cruda e filata, a "sfoglie" sovrapposte dalla
crosta sottilissima e dal gusto preciso. La mozzarella,
un tempo tagliata in forme di circa ½ chilo( e
questo ne spiega il nome "mozzarella", da "mozzare"
che significa tagliare), viene oggi realizzata in forme
tonde di diverse dimensioni, in bocconcini (anche con
panna) in pani o in trecce. La sua peculiarità
consiste proprio nella tecnologia di preparazione classica.
Le fasi della lavorazione della mozzarella iniziano col
versare il latte in un calderone e portarlo a 35 gradi.
A questo punto, si unisce al latte il caglio e si lascia
riposare il tutto per un'ora.
Lavorazione:
La
cagliata viene quindi spezzettata minutamente e lasciata
a lievitare , poi viene versata in acqua bollente (80
gradi) e fatta filare. Quando la filatura è a giusto
punto, eliminata l'acqua si prende la pasta filata e la
si "mozza" nella dimensione voluta. Fatte le
porzioni, queste vengono passate in acqua fredda e poi
lasciate in salamoia. Uno schema tradizionale di lavorazione
della Mozzarella di bufala si può articolare in
due fasi. Nella prima si realizza la preparazione della
cagliata e la successiva maturazione sotto siero fino
a raggiungere una sufficiente acidità per essere
sottoposta a filatura. Nella seconda, la cagliata acidificata
viene filata perché assuma la caratteristica struttura
filamentare della mozzarella di bufala a pasta filata.
Formatura, salatura e confezionamento della mozzarella
di bufala completano il ciclo di lavorazione. Standardizzazione
della materia prima.
Per
ottenere un prodotto con una qualità organolettica
costante è essenziale standardizzare il rapporto
grasso/proteine (G/P) nel latte di lavorazione. Nei diversi
periodi della lattazione, si osservano nel latte di bufala
ampie oscillazioni nel contenuto di grasso mentre il contenuto
di proteine resta relativamente costante. La coagulazione
del latte viene preceduta dall'addizione di sieroinnesto
naturale (detto anche "cizza") ottenuto lasciando
acidificare spontaneamente a temperatura ambiente il siero
della lavorazione del giorno precedente. La rottura della
cagliata viene effettuata di solito manualmente con un
'ruotolo' di legno (bastone alla cui estremità
è fissato un disco di legno con la faccia esterna
convessa) o con uno spino metallico e viene spinta fino
ad ottenere grumi caseosi delle dimensioni di 3-6 cm.
Molta cura viene posta nelle modalità di rottura
della cagliata. Quasi sempre la rottura comporta perdita
di grasso nel siero (fino all'1%). Maturazione della cagliata.
Dopo la rottura, la cagliata viene lasciata ad acidificare
sotto siero. Dalla caldaia di coagulazione, viene estratto
circa il 60% del siero e una parte di questo (circa il
5% del siero totale) viene riscaldato ed aggiunto dopo
circa 5-10 minuti in caldaia in modo da mantenere la temperatura
della massa intorno ai 46°C. Nel ciclo di lavorazione
artigianale l'acidificazione dura mediamente 3-4 ore,
tuttavia, non sono rare le lavorazioni in cui questa fase
tecnologica si protrae anche fino a 8 ore.
Filatura.
Questa fase della lavorazione è quella che influisce
maggiormente sulla consistenza del prodotto finito e sulla
resa di lavorazione. E' ben noto che l'uso di cagliate
immature o sovrammature dà luogo a Mozzarella priva
di nerbo e di bassa consistenza ed ad un abbassamento
della resa di lavorazione
di 2 -3 punti percentuali. Nella pratica di caseificio,
il casaro stabilisce il momento più opportuno per
l'inizio della filatura sulla base di un saggio empirico
di filatura. Il saggio consiste nel fondere in acqua calda
circa 100g di pasta che viene amalgamata con l'aiuto di
un bastoncino. L'acqua in eccesso viene drenata e la pasta
fusa viene adagiata sul bastoncino in modo che per gravità
tenda ad allungarsi. Con le mani si tende la pasta fusa
che pende dal bastoncino e se essa si allunga di circa
un metro senza spezzarsi la pasta viene giudicata idonea
per la filatura. Al termine dell'operazione di filatura
la pasta assume la struttura filiforme che costituisce
la caratteristica peculiare della classe di formaggi denominati
a pasta filata.
Formatura.
La formatura della mozzarella viene effettuata manualmente
da due operatori in cui uno stacca ("mozza")
con il pollice e l'indice delle due mani dei pezzi di
pasta filata da una massa globosadi circa 3-4 Kg sostenuta
da un altro operatore. il prodotto appena formato viene
lasciato cadere direttamente in vasche contenenti acqua
fredda. Successivamente ad una sosta variabile in funzione
alla pezzatura, viene trasferito alla salamoia. Alcune
forme particolari, quali ad esempio la tradizionale "treccia"
vengono ottenute solamente a mano, intrecciando abilmente
tre segmenti allungati di pasta filata fino ad ottenere
la forma finale.
Salatura.
La salatura viene realizzata generalmente immergendo la
mozzarella di bufala in soluzioni saline a diversa concentrazione,
tipicamente con un contenuto di sale che varia dal 10
al 18%. La durata in genere non supera le 10 ore per le
pezzature di 400-500 grammi. Durante la permanenza della
mozzarella di bufala nella salamoia, il sale penetra in
esso per diffusione. La velocità con cui il sale
penetra nella mozzarella di bufala dipende dalla concentrazione
salina della salamoia, dalla temperatura e soprattutto
dalle dimensioni della forma di mozzarella. Al termine
della permanenza in
salamoia, la mozzarella di bufala, risulta molto ricca
di sale nelle zone periferiche, mentre già a qualche
millimetro dalla superficie il contenuto di sale è
pressoché nullo. Una volta estratto dalla salamoia
e immerso nel liquido di governo la concentrazione di
sale nella mozzarella di bufala tende a riequilibrarsi.
Dagli strati esterni in cui la concentrazione è
molto alta, il sale migra verso gli strati interni. Per
effetto di questo processo diffusivo la concentrazione
del sale si abbassa negli strati esterni della mozzarella
di bufala e si innalza in quelli interni con tendenza
ad uniformarsi. Confezionamento e Conservazione. Successivamente
alla salagione la mozzarella di bufala viene conservato
mantenendolo immerso in un liquido di governo. Il liquido
di governo è costituito in genere da "acqua
di filatura" a cui viene aggiunto sale e siero acido
diluito. In alternativa viene usata acqua salata aggiunta
di acido citrico e/o lattico. Quest'ultimo tipo di liquido
di governo è quello che viene ritenuto più
idoneo poiché consente di prolungare la vita commerciale
del prodotto, soprattutto nel periodo invernale. Il liquido
di governo costituisce un costo di produzione non irrilevante.
La conservabilità del prodotto è strettamente
legata al tipo di materia prima utilizzata ed alla tecnologia
di trasformazione. Il prodotto ottenuto da latte crudo
e sieroinnesto naturale si conserva, immerso nel liquido
di governo, per 3-4 giorni a temperature di 10-15°C
senza perdere le sue caratteristiche (superficie esterna
lucida, colore bianco, forma sferoidale,
pasta morbida ed elastica, con presenza di sierosità,
sapore particolare di latte fresco con punte di selvatico).
Oltre tale periodo la superficie esterna si sfalda, la
pasta perde la sua consistenza e diventa burrosa perdendo
completamente la struttura a sfoglie sovrapposte data
dalla filatura, quindi và mangiata cotta.
Tutela
della tipicità.
Il disciplinare contenuto nel DPR 28/9/1979 prevede per
la produzione della Mozzarella di bufala l'utilizzo esclusivo
di latte di bufala. In tal modo rimane escluso un impiego
anche parziale di latte bovino. In tale evenienza, la
Mozzarella non potrà essere più denominata
"di bufala" ed il latte bovino
dovrà essere necessariamente incluso tra gli ingredienti
di produzione.
Il
Casaro Consiglia.
Vi ricordiamo che la mozzarella è un prodotto fresco,
che va consumata al più presto. Per gustare al
meglio la mozzarella vi consigliamo di conservare il prodotto
a temperatura ambiente nel liquido di governo con cui
viaggia. Dopo il terzo giorno, ( o se la temperatura dell'acqua
dovesse scendere
molto al di sotto dei 22-23 gradi) se non ancora consumata
,per gustare la mozzarella nella sua massima espressione
l'esperto consiglia di immergere il prodotto in acqua
calda (35°-40°) per circa otto-dieci minuti prima
del consumo. Dal quarto giorno il prodotto può
essere messo in frigo e se ne
consiglia il consumo utilizzandolo quale ingrediente
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