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CURIOSITIES |
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| Lavorazione della mozzarella di Bufala Campana |
07/04/2003 |
Sin dal 500 la mozzarella veniva prodotta in Campania graziata dalle sue
fertili terre e dal suo clima mite, caratteristiche che creavano l'habitat
naturale per il pascolo delle bufale, dal cui prezioso latte viene prodotta
la tipica mozzarella di bufala campana.
Mozzarella di bufala: la storia.
La mozzarella ha una storia antichissima; vi sono tesi storiche contrastanti
circa l'epoca dell'introduzione dei bufali in Campania. Alcuni storici la
fanno risalire al sesto secolo attribuendola ai Longobardi, ma qualche
storico avanza perfino l'ipotesi che fossero già stati portati in Italia da
Annibale. Secolo prima o secolo dopo l'unico dato storico incontrastabile è
che la mozzarella di bufala è un tipico prodotto campano, non a caso Carlo
d'Angiò battezzò queste fertili terre con l'appellativo di "maison de
roses", ed è nella nostra regione che ancora oggi viene prodotta l'unica ed
inimitabile mozzarella di latte di bufala. Attualmente in Campania c'è l'80%
del patrimonio bufalino nazionale e di esso l'80% fa capo a Caserta.
La mozzarella è un formaggio fresco, a pasta molle, cruda e filata, a
"sfoglie" sovrapposte dalla crosta sottilissima e dal gusto preciso. La
mozzarella, un tempo tagliata in forme di circa ½ chilo( e questo ne spiega
il nome "mozzarella", da "mozzare" che significa tagliare), viene oggi
realizzata in forme tonde di diverse dimensioni, in bocconcini (anche con
panna) in pani o in trecce. La sua peculiarità consiste proprio nella
tecnologia di preparazione classica. Le fasi della lavorazione della
mozzarella iniziano col versare il latte in un calderone e portarlo a 35
gradi. A questo punto, si unisce al latte il caglio e si lascia riposare il
tutto per un'ora. La cagliata viene quindi spezzettata minutamente e
lasciata a lievitare , poi viene versata in acqua bollente (80 gradi) e
fatta filare. Quando la filatura è a giusto punto, eliminata l'acqua si
prende la pasta filata e la si "mozza" nella dimensione voluta. Fatte le
porzioni, queste vengono passate in acqua fredda e poi lasciate in salamoia.
Uno schema tradizionale di lavorazione della Mozzarella di bufala si può
articolare in due fasi. Nella prima si realizza la preparazione della
cagliata e la successiva maturazione sotto siero fino a raggiungere una
sufficiente acidità per essere sottoposta a filatura. Nella seconda, la
cagliata acidificata viene filata perché assuma la caratteristica struttura
filamentare della mozzarella di bufala a pasta filata. Formatura, salatura e
confezionamento della mozzarella di bufala completano il ciclo di
lavorazione.
Standardizzazione della materia prima.
Per ottenere un prodotto con una qualità organolettica costante è essenziale
standardizzare il rapporto grasso/proteine (G/P) nel latte di lavorazione.
Nei diversi periodi della lattazione, si osservano nel latte di bufala ampie
oscillazioni nel contenuto di grasso mentre il contenuto di proteine resta
relativamente costante. La coagulazione del latte viene preceduta
dall'addizione di sieroinnesto naturale (detto anche "cizza") ottenuto
lasciando acidificare spontaneamente a temperatura ambiente il siero della
lavorazione del giorno precedente. La rottura della cagliata viene
effettuata di solito manualmente con un 'ruotolo' di legno (bastone alla cui
estremità è fissato un disco di legno con la faccia esterna convessa) o con
uno spino metallico e viene spinta fino ad ottenere grumi caseosi delle
dimensioni di 3-6 cm. Molta cura viene posta nelle modalità di rottura della
cagliata. Quasi sempre la rottura comporta perdita di grasso nel siero (fino
all'1%).
Maturazione della cagliata.
Dopo la rottura, la cagliata viene lasciata ad acidificare sotto siero.
Dalla caldaia di coagulazione, viene estratto circa il 60% del siero e una
parte di questo (circa il 5% del siero totale) viene riscaldato ed aggiunto
dopo circa 5-10 minuti in caldaia in modo da mantenere la temperatura della
massa intorno ai 46°C. Nel ciclo di lavorazione artigianale l'acidificazione
dura mediamente 3-4 ore, tuttavia, non sono rare le lavorazioni in cui
questa fase tecnologica si protrae anche fino a 8 ore.
Filatura.
Questa fase della lavorazione è quella che influisce maggiormente sulla
consistenza del prodotto finito e sulla resa di lavorazione. E' ben noto che
l'uso di cagliate immature o sovrammature dà luogo a Mozzarella priva di
nerbo e di bassa consistenza ed ad un abbassamento della resa di lavorazione
di 2 -3 punti percentuali. Nella pratica di caseificio, il casaro stabilisce
il momento più opportuno per l'inizio della filatura sulla base di un saggio
empirico di filatura. Il saggio consiste nel fondere in acqua calda circa
100g di pasta che viene amalgamata con l'aiuto di un bastoncino. L'acqua in
eccesso viene drenata e la pasta fusa viene adagiata sul bastoncino in modo
che per gravità tenda ad allungarsi. Con le mani si tende la pasta fusa che
pende dal bastoncino e se essa si allunga di circa un metro senza spezzarsi
la pasta viene giudicata idonea per la filatura. Al termine dell'operazione
di filatura la pasta assume la struttura filiforme che costituisce la
caratteristica peculiare della classe di formaggi denominati a pasta filata.
Formatura.
La formatura della mozzarella viene effettuata manualmente da due operatori
in cui uno stacca ("mozza") con il pollice e l'indice delle due mani dei
pezzi di pasta filata da una massa globosadi circa 3-4 Kg sostenuta da un
altro operatore. il prodotto appena formato viene lasciato cadere
direttamente in vasche contenenti acqua fredda. Successivamente ad una sosta
variabile in funzione alla pezzatura, viene trasferito alla salamoia. Alcune
forme particolari, quali ad esempio la tradizionale "treccia" vengono
ottenute solamente a mano, intrecciando abilmente tre segmenti allungati di
pasta filata fino ad ottenere la forma finale. Salatura.
La salatura viene realizzata generalmente immergendo la mozzarella di bufala
in soluzioni saline a diversa concentrazione, tipicamente con un contenuto
di sale che varia dal 10 al 18%. La durata in genere non supera le 10 ore
per le pezzature di 400-500 grammi. Durante la permanenza della mozzarella
di bufala nella salamoia, il sale penetra in esso per diffusione. La
velocità con cui il sale penetra nella mozzarella di bufala dipende dalla
concentrazione salina della salamoia, dalla temperatura e soprattutto dalle
dimensioni della forma di mozzarella. Al termine della permanenza in
salamoia, la mozzarella di bufala, risulta molto ricca di sale nelle zone
periferiche, mentre già a qualche millimetro dalla superficie il contenuto
di sale è pressoché nullo. Una volta estratto dalla salamoia e immerso nel
liquido di governo la concentrazione di sale nella mozzarella di bufala
tende a riequilibrarsi. Dagli strati esterni in cui la concentrazione è
molto alta, il sale migra verso gli strati interni. Per effetto di questo
processo diffusivo la concentrazione del sale si abbassa negli strati
esterni della mozzarella di bufala e si innalza in quelli interni con
tendenza ad uniformarsi.
Confezionamento e Conservazione.
Successivamente alla salagione la mozzarella di bufala viene conservata
mantenendolo immerso in un liquido di governo. Il liquido di governo è
costituito in genere da "acqua di filatura" a cui viene aggiunto sale e
siero acido diluito. In alternativa viene usata acqua salata aggiunta di
acido citrico e/o lattico. Quest'ultimo tipo di liquido di governo è quello
che viene ritenuto più idoneo poiché consente di prolungare la vita
commerciale del prodotto, soprattutto nel periodo invernale. Il liquido di
governo costituisce un costo di produzione non irrilevante. La
conservabilità del prodotto è strettamente legata al tipo di materia prima
utilizzata ed alla tecnologia di trasformazione. Il prodotto ottenuto da
latte crudo e sieroinnesto naturale si conserva, immerso nel liquido di
governo, per 3-4 giorni a temperature di 10-15°C senza perdere le sue
caratteristiche (superficie esterna lucida, colore bianco, forma sferoidale,
pasta morbida ed elastica, con presenza di sierosità, sapore particolare di
latte fresco con punte di selvatico). Oltre tale periodo la superficie
esterna si sfalda, la pasta perde la sua consistenza e diventa burrosa
perdendo completamente la struttura a sfoglie sovrapposte data dalla
filatura, quindi và mangiata cotta.
Tutela della tipicità.
Il disciplinare contenuto nel DPR 28/9/1979 prevede per la produzione della
Mozzarella di bufala l'utilizzo esclusivo di latte di bufala. In tal modo
rimane escluso un impiego anche parziale di latte bovino. In tale evenienza,
la Mozzarella non potrà essere più denominata "di bufala" ed il latte bovino
dovrà essere necessariamente incluso tra gli ingredienti di produzione.
Il Casaro Consiglia.
Vi ricordiamo che la mozzarella è un prodotto fresco, che va consumata al
più presto. Per gustare al meglio la mozzarella vi consigliamo di conservare
il prodotto a temperatura ambiente nel liquido di governo con cui viaggia.
Dopo il terzo giorno, ( o se la temperatura dell'acqua dovesse scendere
molto al di sotto dei 22-23 gradi) se non ancora consumata ,per gustare la
mozzarella nella sua massima espressione l'esperto consiglia di immergere il
prodotto in acqua calda (35°-40°) per circa otto-dieci minuti prima del
consumo. Dal quarto giorno il prodotto può essere messo in frigo e se ne
consiglia il consumo utilizzandolo quale ingrediente
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